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Mario Monti, immagine gentilmente presa da Wikipedia, che spero non se ne abbia a male

Mario Monti, immagine gentilmente presa da Wikipedia, che spero non se ne abbia a male

Insieme con il cotechino e le lenticchie, in coincidenza con la fine del 2012, è arrivata anche l'”Analisi di un anno di Governo“, a cura dell’ufficio stampa e del portavoce. E fin qui, nulla di che meravigliarsi. Voglio dire: mi sembra naturale che il premier tecnico uscente, Mario Monti, che ha da poco deciso di ricandidarsi alle prossime elezioni politiche, se la suoni e se la canti, per mettere in evidenza tutte le cose positive (ovviamente a suo dire) che ha fatto in un anno di governo e poco più.
Quello che però mi stupisce è che, andando a leggere quest’analisi, in realtà si tratti quasi più di un elenco di cose da fare che di cose fatte. Io, ad esempio, che sono fissata con le banche (non come lo erano i ragazzacci di “Point break”, eh, intendiamoci, ma solo perché tendo a seguire il settore per lavoro), mi sono meravigliata di quel che ho letto a un certo punto: “Nel settore bancario bisogna pensare alla separazione tra BancoPosta da Poste Italiane per sottrarci alle preoccupazioni concorrenziali che riguardano l’abbinamento effettuato dagli intermediari finanziari delle polizze assicurative ai contratti di finanziamento”. Insomma, nessun riferimento alle cose fatte – e il salvataggio di Monte dei Paschi di Siena (Mps) non mi pare cosa da poco – ma solo un’indicazione, molto precisa, per il futuro. La domanda sorge spontanea: ma è l’analisi dell’anno passato o una nuova versione dell’agenda Monti?

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