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Enrico Tomaso Cucchiani, in una foto che ho preso dal Sole24Ore

Enrico Tomaso Cucchiani, in una foto che ho preso dal Sole24Ore

“Paese che vai, usanza che trovi”, recita il famoso detto. In questo caso, invece, verrebbe da dire “società che vai, usanza che trovi”. Cosa che poi non succede sempre (in Generali, ad esempio, Mario Greco sembra intenzionato a trasmettere evidenti segnali di discontinuità rispetto al passato) ma che accade nel caso di Enrico Tomaso Cucchiani, attuale consigliere delegato di Intesa Sanpaolo. Prima ancora di prendere in mano le redini della banca di Ca’ de Sass dal ministro dello Sviluppo uscente Corrado Passera (che secondo me col senno di poi si è pentito di avergliele lasciate), Cucchiani era posizionato al timone di Allianz. E proprio in qualità di grande dominus in Italia della compagnia tedesca, il manager ora banchiere, oltre un anno fa, aveva manifestato la volontà di uscire dal patto di sindacato della Pirelli, che blinda la società al 45,5 per cento. Le disdette dell’accordo vanno recapitate nel quartier generale della Bicocca entro il 15 gennaio, altrimenti il rinnovo viene considerato scontato (le ultime indiscrezioni raccontano di una riduzione della durata da tre anni a uno e mezzo, ma questa è un’altra storia). Dunque Cucchiani, in vista dell’uscita di Allianz dal patto, cui partecipa con il 4,41%, si era già portato avanti con un largo margine. E’ anche in virtù di questa mossa preventiva che ora che non c’è quasi più tempo per scegliere di disdettare circola con insistenza la voce che la compagnia tedesca sia intenzionata a chiamarsi fuori dall’accordo (io, da queste parti, qualche post fa, avevo ipotizzato che non fosse così per via del doppio incarico di Carlo Salvatori, ma sicuramente ho sbagliato). E Cucchiani? Ora che è in Intesa, pure socia del patto Pirelli all’1,62%, deve probabilmente avere meglio valutato i vantaggi legati al restare della partita. Anche perché, tra le altre cose, la controllata di Intesa, Banca Imi, sta lavorando parecchio con il gruppo che fa capo a Marco Tronchetti Provera (ad esempio nell’ambito del recente collocamento del bond di Camfin).

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