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Pinocchio e il Grillo Parlante

Pinocchio e il Grillo Parlante

All’assemblea di oggi del Monte dei Paschi di Siena si è consumato l’ennesimo “Grillo show”. L’ex comico genovese, anche questa volta, non le ha certo mandate a dire. Del resto, sparare sulla croce rossa è facile (in questo caso l’aggettivo “rossa” potrebbe avere una doppia valenza). E così uno dei punti salienti del suo intervento in assemblea è stato questo “buco da 14 miliardi” (di euro, sia chiaro, non di vecchie lire) che a suo dire peserebbe in stile spada di Damocle sull’istituto senese. Una dichiarazione che ha fatto balzare dalla sedia lo stesso presidente di Mps, Alessandro Profumo, che prima ha chiesto al leader del Movimento a 5 stelle dove avesse preso quei numeri (“dopo glielo dico”, ha replicato Grillo) e poi ha messo i puntini sulle i: “Non c’è alcun buco”. Ora, per buco di bilancio, in genere, si intende una perdita e qualsiasi stima sul rosso di fine 2012 di Mps è lontana, per fortuna in meglio, dai 14 miliardi paventati da Grillo. Da questo articolo di Reuters sembra di capire che forse l’ex comico ligure si riferiva alla differenza di capitalizzazione rispetto ai tempi pre-privatizzazione della banca, anche se in questo caso, sempre stando alle parole di Grillo, lo scarto sarebbe di 18 miliardi, non di 14. Pressato poi dai giornalisti, che gli domandavano da dove avesse preso l’informazione di quel maxi buco, Grillo ha risposto: “Andate a vedere qualsiasi fonte” e poi ha subito attaccato Profumo sul caso della frode fiscale Brontos. Chissà, Grillo forse, come aveva fatto per Parmalat, un giorno ci verrà a dire che dai bilanci del Monte si vedeva già tutto. Peccato solo che i bilanci di Parmalat fossero truccati così come non veritieri per quel che riguarda almeno le questioni dei derivati (e le perdite milionarie a loro associate) lo sono quelli di Mps. Sta di fatto che visto che parla di questo buco di 14 miliardi io mi sarei aspettata che adesso, carte alla mano, Grillo potesse darcene conto in maniera dettagliata. Anche perché la società è quotata e ci sono di mezzo quei piccoli azionisti che lui spesso ha difeso, per non parlare dei correntisti. Insomma, in questo frangente, il Grillo Parlante mi pare stia rischiando di diventare Pinocchio.

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