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Silvio Berlusconi

Ho tentato di spiegare qui come anche le Poste Italiane siano prepotentemente (?) entrate in campagna elettorale. Mario Monti, infatti, nella pagina web in cui tirava le somme sul 2012 e, soprattutto, dettava la linea per il 2013, auspicava una separazione della parte postale da quella bancaria per la società guidata dall’amministratore delegato, Massimo Sarmi. Oscar Giannino, invece, di recente, intervenendo al programma “In onda”, ha spiegato come a suo giudizio fosse meglio che le Poste si dotassero di licenza bancaria (cosa che al momento non accade, tant’è che non possono erogare prestiti in maniera diretta, senza contare che il fatto di non essere una banca in tutti i sensi consente all’azienda del Tesoro di risparmiare parecchio sugli stipendi dei dipendenti). Ma da oggi 3 febbraio anche Silvio Berlusconi, nell’ambito di questa attesissima “proposta choc” su cui ha alzato il velo, ha finalmente spiegato quel che vuole fare – almeno in parte – delle Poste: i loro sportelli, soprattutto per quel che riguarda gli anziani, saranno utilizzati per restituire l’Imu in contanti. Non solo. La copertura del rimborso dell’odiosa tassi sugli immobili, secondo l’ex premier, si troverà grazie all’accordo con la Svizzera “lungamente trattato dal nostro governo per la tassazione delle attività finanziarie detenute da cittadini italiani” in quel Paese. In attesa dell’accordo, però, la liquidità, sempre a parere di Berlusconi, potrebbe essere anticipata dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp). E siccome le munizioni della Cdp sono rappresentate proprio dal risparmio postale (libretti e buoni), si capisce quale potrebbe essere, almeno nella fase di anticipo del rimborso dell’Imu, la funzione della società guidata da Sarmi nel progetto di Berlusconi (dal sito della Cdp: “La raccolta postale permette a Cdp di perseguire la sua missione istituzionale: finanziare la crescita del Paese”).

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