Tags

, , , , , , ,

Le ormai "mitologiche" Pagine Gialle

Le ormai “mitologiche” Pagine Gialle

Ecco la cronaca della giornata thrilling delle azioni Seat pagine gialle: prima dell’apertura della sessione di Borsa del 5 febbraio (i comunicatori si devono essere alzati prima del gallo), ecco che viene diffusa la nota in cui si annuncia che la società ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo. La decisione, si legge nel comunicato, è stata presa per garantire “la continuità aziendale”, alla luce dell'”impossibilità di far fronte” agli impegni sul debito nel 2013 e dopo la revisione al ribasso dei target finanziari. Bene, cioè, insomma, bene mica tanto, ma questo è l’antefatto di giornata. Dopodiché accade che le azioni Seat pagine gialle, una volta che la Borsa apre i battenti, cominciano subito a crollare a doppia cifra e, in una sequenza continua di sospensioni al ribasso, terminano la seduta di mercato con un bel (ovviamente si fa per dire) calo del 26%, alla cifra ormai simbolica di 0,001 euro. Mi chiedo: visto che la notizia giunta prima dell’apertura di Piazza Affari non era proprio ottima, non sarebbe stato meglio sospendere le contrattazioni direttamente per l’intera giornata e comunque per un certo periodo di tempo, ad esempio fino all’arrivo di notizie legate alla procedura di concordato preventivo? Era così indispensabile dare un’ulteriore mazzata ai già tanto vituperati azionisti Seat pagine gialle? Tra l’altro, nell’archivio del Corriere, ho trovato le parole con cui, nel marzo del 2000, l’allora presidente di Telecom Italia, Roberto Colaninno, presentava la fusione Seat-Tin.it; in altri termini, quasi tre anni prima della scissione, avvenuta nel 2003, di Telecom Italia Media (che pure non sta attraversando una fase finanziaria troppo semplice) e la “nuova” Seat pagine gialle (che è proprio la società che ha annunciato il concordato preventivo e che allora entrò nell’orbita di alcuni fondi di private equity). “E’ la più grande società italiana di Internet, una delle più grandi d’Europa ed è ricca di contenuti. E poi è una delle poche della new economy che produce utili”, affermava Colaninno nel 2000, prima di aggiungere: “Seat-Tin.it è market friendly”, cioè “a vantaggio di tutti gli azionisti e soprattutto crea valore”. Ma quel valore, nel giro di poco più di 10 anni, evidentemente si è dissolto.

Advertisements