Tags

, , , , , , ,

Bruno Scaroni, in occasione del suo matrimonio con Violante Mazzei

Bruno Scaroni, matrimonio con Violante Mazzei

Con il frastuono dell’indagine in corso da parte della Procura di Milano sulla presunte tangenti di Saipem, nell’ambito della quale è indagato anche l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, la notizia non è passata proprio sotto silenzio ma quasi. Si tratta di Bruno Scaroni, figlio dell’ad di Eni, che a partire dal primo marzo entrerà a far parte della squadra delle Generali. E fin qui, non dubitando io minimamente sulle sue capacità professionali, non ho nulla da dire. D’altra parte il manager trentacinquenne viene da Zurich, il gruppo assicurativo dove lavorava anche lo stesso ad di Generali, Mario Greco, subito prima di essere arruolato al quartier generale triestino in sostituzione di Giovanni Perissinotto. Quel che però mi lascia qualche dubbio è che proprio alle Generali lavori anche Scaroni senior, nella veste di consigliere di amministrazione. E’ vero che il manager del Cane a sei zampe di recente ha fatto sapere tramite il Corriere della Sera che non intende ricandidarsi nel prossimo rinnovo del consiglio, ma questo accadrà soltanto ad aprile. E in ogni caso, anche se Bruno Scaroni fosse entrato in Generali dal primo maggio anziché dal primo marzo, sarebbe stato difficile non tracciare un collegamento abbastanza immediato con il ruolo del padre, senza nemmeno stare a fare troppa dietrologia. Per carità, eh, io non ho nulla contro i vari “figli di”. Trovo, anzi, realistico che facciano carriera negli stessi ambiti dei genitori, anche perché fin da piccoli vivono a contatto di una determinata realtà, che ne facilita questo tipo di processo. Ben venga dunque la carriera dei “figli di”. Ma per favore lontano dal posto dove lavorano mamma e papà. Non solo perché così è troppo facile, ma anche perché sennò è chiaro che si alimentano i sospetti.

Advertisements