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Ignazio Visco

Ignazio Visco

C’era grande attesa per il discorso di oggi, in occasione dell’evento Assiom Forex di Bergamo, del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. C’era attesa perché, si prevedeva, non avrebbe potuto fare a meno di parlare del caso Banca Monte dei Paschi di Siena. E puntualmente è stato così, con tutta la prima parte del discorso dedicata a difendere l’operato dell’Authority di Palazzo Koch dal polverone di polemiche sollevato da chi ritiene che non abbia fatto abbastanza per impedire questo caos finanziario senza precedenti. Ma se la prima parte è stata dominata dall’arringa su Mps, nella seconda Visco è andato all’attacco di alcuni di quegli aspetti che caratterizzano ancora le banche e che appaiono totalmente fuori tempo in questa fase di crisi. A cominciare dal tema delle liquidazioni, sul quale all’attuale presidente di Mps Alessandro Profumo, che nel 2010 lasciò Unicredit con una buonuscita record di 40 milioni di euro, devono essere fischiate le orecchie. “La determinazione delle buonuscite deve essere basata su adeguati meccanismi di valutazione dell’operato del manager”, ha detto Visco. Non volendo entrare nel merito dell’operato di Profumo (anche se il suo successore Federico Ghizzoni farà una maxi-pulizia di bilancio che porterà a una altrettanto maxi-svalutazione degli avviamenti caricati a bilancio proprio nell’era Profumo), 40 milioni sono oggettivamente tanti, tanto più che alla fine del 2010 soffiavano già venti di crisi fortissimi. E, ancora, ha aggiunto Visco, questa volta con chiaro riferimento alla gestione passata di Mps alla luce di tutte le verità che pian piano stanno venendo fuori: “Il compenso deve essere differito per un periodo di tempo congruo, che consenta di convalidare la bontà della gestione”. Ma il governatore di Bankitalia ha avuto modo di tirare una stilettata anche ai vertici di Intesa Sanpaolo che nel 2012, per non lasciare a bocca asciutta le Fondazioni, con riferimento al bilancio 2011, ha staccato un dividendo agli azionisti attingendo dalle riserve. “L’eventuale pagamento di dividendi – ha ammonito Visco – non dovrà avvenire a valere sulle riserve patrimoniali”. E così è stato sistemato anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa, Giovanni Bazoli, seduto in prima fila durante il suo discorso (proprio accanto a Profumo) e molto vicino a Giuseppe Guzzetti, numero uno di Cariplo, tra gli azionisti forti della stessa banca.

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