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Su La7 c’è qualcosa che non torna. Nel comunicato diffuso ieri da Telecom Italia Media, società controllata da Telecom Italia dentro la quale c’è l’emittente tv (insieme con i multiplex), si leggeva: “Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia Media, riunitosi oggi sotto la presidenza di Severino Salvemini, è stato aggiornato sullo stato avanzato della negoziazione con Cairo Communication Spa per la cessione del 100% di La7 Srl (a esclusione del 51% di Mtv Italia Srl) e ha deliberato di aggiornare al prossimo consiglio l’approvazione definitiva dell’operazione, in quanto la definizione di alcuni aspetti contrattuali è tuttora in corso di perfezionamento”. E ancora: “In occasione del consiglio di amministrazione già previsto per il giorno 4 marzo 2013 per l’esame dei risultati e l’approvazione del progetto di bilancio 2012 saranno anche valutati gli effetti economici e patrimoniali dell’operazione”.
Dunque dalla nota sembrerebbe proprio di capire che la cessione de La7 all’editore Urbano Cairo dovrebbe chiudersi lunedì. Sennò non si capirebbe perché si parla di “approvazione DEFINITIVA” e di “prossimo cda”, già in calendario per lunedì. E invece a giudicare da quel che si legge giovedì 28 febbraio sul Messaggero (che per carità non sarà oro colato, ma spesso ci azzecca quando anticipa indiscrezioni finanziarie, specie quando ci sono delle banche di mezzo, come nel caso de La7) sembra che la cessione a Cairo stia per sfumare. Basti pensare che il quotidiano romano titola: “La7, torna in bilico la vendita”. Certo, bisognerà aspettare fino a lunedì per capire chi dei due avrà ragione, se il Messaggero o Telecom Italia Media. Nel frattempo, però, visto che l’azione Ti media è quotata in Borsa (e alle 11.39 del 28 febbraio sta cedendo il 2,37% in un mercato italiano che vede il Ftse Mib giù dello 0,32%), forse una richiesta di chiarimenti alla società e alla controllante Telecom da parte di Consob proprio male non ci starebbe. O no?

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