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C’è qualcuno di voi che davvero crede che il capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, David Rossi, possa essersi suicidato per una fuoriuscita di notizie sul consiglio di amministrazione che il primo marzo ha deciso di promuovere un’azione di reponsabilità verso gli ex vertici della banca? Perché se c’è qualcuno di voi che ritiene realistica questa cosa, è pregato di scrivermi nei commenti qui sotto. Posto che le ragioni di un suicidio sono sempre insondabili, questa mi sembra una panzana bella e buona. E per più di un motivo. Innanzi tutto, perché che il nuovo management di Mps – il presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola – ventilasse la possibilità di una azione di reponsabilità verso l’ex presidente Giuseppe Mussari e soci era cosa non nota ma arcinota. Lo stesso Profumo più volte aveva rilasciato dichiarazioni che andavano in quella direzione. In secondo luogo, ma se il sospetto era che Rossi c’entrasse qualcosa con questa fuga di notizie, perché negli ultimi giorni erano stato perquisiti dai Pm due consiglieri di amministrazione e non anche lui? L’ufficio del capo della comunicazione era stato invece perquisito il 19 febbraio, mentre la delibera sull’azione di reponsabilità (promossa anche contro Nomura e Deutsche Bank, due delle banche estere coinvolte nelle operazioni sui derivati) risale al primo marzo. Non solo: il lavoro dei giornalisti è, per molti versi, basato su fughe di notizie. Quindi dovrebbero licenziarsi tutti i comunicatori e gli addetti stampa? Senza contare poi che tutto il polverone su Mps ha preso il via proprio da fughe di notizie sui derivati dell’era Mussari. Da lì in poi, una fuga di notizie continua.

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