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Beppe Grillo

Beppe Grillo

Meno male che c’è Beppe Grillo a dirci come stanno davvero le cose su Banca Monte dei Paschi di Siena. A emettere un urlo squarciando così il silenzio, senz’altro colpevole, della stampa è finalmente stato il leader del Movimento 5 stelle, che ieri nel suo blog è intervenuto (qui trovate tutto) sul caso della banca senese che sta attraversando una delle fasi più complesse della sua esistenza. Volendo sorvolare sui riferimenti di dubbio gusto alla morte dell’ex capo delle relazioni esterne di Mps, David Rossi, che fino a prova contraria si è suicidato all’inizio di marzo (ognuno legga il post diu Grillo e tragga le sue conclusioni). E volendo anche sorvolare sul fatto che io sui giornali italiani ho continuato a leggere di Mps (ma si sa che Grillo snobba la piccola stampa italica e vola più alto, verso lidi anglosassoni), continuo a non comprendere una cosa: come sia possibile che l’ex comico genovese seguiti a sparare numeri sull’ammontare del “buco” della banca di Rocca Salimbeni senza che nessuno gliene chieda conto. Tra l’altro, questo “buco”, a cui Grillo si riferisce senza manco spiegare come arrivi calcolarlo (nel post di ieri parla di “sottrazione di beni”, concetto che potrebbe virtualmente racchiudere un’infinità di casistiche), dai 14 miliardi di gennaio, ad aprile ha già raggiunto la ragguardevole cifra di 20 miliardi. Voglio dire: in fin dei conti Mps resta pur sempre un istituto di credito quotato in Borsa, che proprio nei giorni scorsi è stato penalizzato più che mai dalle vendite (per non parlare della fuga di depositi che ha riguardato la banca). E siccome non è escluso che le azioni si muovano anche sulle dichiarazioni circa l’ammontare di buchi veri o presunti, magari sarebbe il caso che Consob o chi per lei chiedesse a Grillo di dare conto delle sue verità assiomatiche sulla banca. Ma sicuramente sbaglio e va bene così.

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