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duello

Si continua a combattere a spada tratta su e intorno a Rcs. Qui vi avevo raccontato come le due big assicurative italiane, Unipol e Generali, nei giorni scorsi, si fossero sfidate a duello per dimostrare quale dei due gruppi riuscirà davvero a trarre vantaggio a bilancio dalla posizione presa sul dossier della società che pubblica il Corriere della Sera e che è ora alle prese con la delibera di un controverso aumento di capitale da 400 milioni di euro. Bene, a questa battaglia, tuttora in corso, se n’è aggiunta un’altra, che si combatte questa volta ai vertici del settore bancario, tra le due big Intesa Sanpaolo e Unicredit. I due istituti di credito, infatti, hanno visioni se non proprio speculari sicuramente molto diverse su Rcs. Vediamo quali.
Ieri, Enrico Tomaso Cucchiani, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, banca direttamente azionista di Rcs con quasi il 5% e nel contempo prima finanziatrice del gruppo editoriale, ha dichiarato: “La nostra funzione è momentanea e di grande rilevanza per aiutare questo gruppo. Noi abbiamo dato grande disponibilità, siamo vicini a un gruppo importante in un passaggio molto delicato. E’ importante passare questa boa, cioè l’aumento di capitale, dopodiché Rcs dovrà considerare tutte le opzioni disponibili”. Insomma, Intesa, per il momento resterà azionista e parteciperà anche all’aumento di capitale, quindi senza diluirsi. E non importa se Cucchiani, sempre ieri, si è detto fan di Guido Carli, fautore della separazione tra banche ed editoria, perché ogni regola vuole la sua eccezione.
Almeno all’apparenza antitetica la posizione dell’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, che oggi ha dichiarato: “Lo ripeto: non mi interessa entrare nell’editoria”. L’istituto di Piazza Cordusio, quindi, non sembra volerne sapere di diventare azionista diretto del gruppo editoriale guidato dal’ad Pietro Scott Jovane. Beh, del resto, Unicredit è già esposta a sufficienza su Rcs: non solo è tra le banche finanziatrici (che peraltro proprio in questi giorni stanno tentando di rimettere mano all’accordo sul debito) ma è anche prima azionista di Mediobanca, a sua volta socia diretta di Rcs con quasi il 14 per cento. Tra l’altro, Unicredit, nel 2007, ai tempi in cui comandava Alessandro Profumo, era anche azionista diretta della società editoriale del Corriere, ma era stata costretta a cedere la partecipazione dopo la fusione con Capitalia.
Chi delle due banche avrà ragione? Intesa che per il momento dice che rimarrà azionista di Rcs o Unicredit che sembra rifuggire la possibilità come la peste? Anche in questo caso, lo scopriremo presto.

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