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Alessandro Profumo

Alessandro Profumo

Nuovo mistero a Siena e dintorni (come ho già avuto modo di dirvi, il regista tanto amato da Quentin Tarantino, Lucio Fulci, a suo tempo, fece bene ad ambientare il suo capolavoro, “Sette note in nero”, in Rocca Salimbeni). Il presidente di Banca Monte dei Paschi, Alessandro Profumo, ieri, intervenendo all’ottava edizione della due giorni organizzata dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori a Borgo la Bagnaia (Siena), avrebbe agitato lo spettro di nuovi scandali analoghi a quello del Monte dei Paschi di Siena per le altre banche italiane. Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo perché non è ben chiaro che cosa Profumo abbia effettivamente dichiarato. E siccome io ieri non ero vicino a Siena ad ascoltarlo con le mie orecchie né a vederlo con i miei occhi, tocca fidarsi una volta tanto di quel che scrivono i giornalisti. Le versioni sono due. Secondo una corrente di pensiero, che potete trovare qui, Profumo avrebbe dichiarato: “Rilanceremo Mps. Quello che è accaduto al Monte poteva succedere ad altri nel nostro Paese, perché non c’è una cultura delle regole”. Secondo l’altra scuola di pensiero, che trovate qui, invece, il banchiere avrebbe lanciato un avvertimento, segnalando che “il problema di Mps può accadere in altri casi in Italia”, perché “non abbiamo una cultura delle regole”.
Secondo una versione, quindi, Profumo avrebbe declinato al passato l’intera vicenda Mps, minimizzando e spiegando che quel che è accaduto nella banca di Rocca Salimbeni (il caos con i derivati, l’acquisizione quantomeno imprudente di Antonveneta e in generale tutte le vicende su cui sta facendo luce la Procura) sarebbe potuto succedere in altri gruppi del credito. E vabbè. Stando all’altra versione, invece, il presidente di Mps avrebbe lanciato un vero e proprio allarme, prospettando un possibile nuovo scandalo futuro analogo a quello senese per un altro istituto di credito. Insomma, si cambiano i tempi del verbo nel virgolettato di Profumo e cambia tutto.
In ogni caso, volendo prendere per buona la versione secondo cui il banchiere avrebbe lanciato un allarme per il futuro, forse sarebbe stato meglio fare nomi e cognomi. Voglio dire: o la dici tutta, o taci. Qualcuno, nel frattempo, ha già cominciato a malignare, chiedendosi quali possano essere i segreti di cui è a conoscenza Profumo, che, per la cronaca, dal 1997 e fino al mese di settembre del 2010 è stato alla guida del gruppo Unicredit.

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