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Daniela Santanché

Daniela Santanché

Non so se ieri sera qualcuno di voi ha avuto modo di sintonizzarsi su “In onda”, il programma di attualità economico-politica de La7 condotto da Nicola Porro e Luca Telese. Beh, se non l’avete fatto voi l’ho fatto io e devo dire che a un certo punto mi sono trovata davanti un gustoso siparietto. Tra gli ospiti della puntata, la “pasionaria” del Pdl, Daniela Santanché che in men che non si dica è finita nella rete di domande di Telese, smanioso di sapere di che natura fosse il suo interesse verso le dieci testate di periodici messe in vendita da Rcs e, in particolare, quali potessero essere le implicazioni politiche. A un certo momento, il dialogo andato in scena è stato il seguente (la trascrizione delle parole pronunciate non è fedele perché non ho preso appunti, ma garantisco sul senso):

Telese: “Ma quindi lei potrebbe fare un uso politico delle testate?”
e Santanché: “Ma mi faccia il piacere, se sono testate di gossip?!?”

Ricordiamo che i giornali che Rcs da mesi sta tentando di cedere per fare cassa sono A, Astra, Brava Casa, Europeo, Max, Novella 2000, Ok Salute, Visto, Yacht&Sail e il polo dell’enigmistica. In un primo momento, pare che Santanché fosse interessata solo ad alcuni giornali, mentre poi pare che il gruppo editoriale di via Solferino abbia detto qualcosa del tipo: “O si piglia tutto, o non se ne fa nulla”.
Volendo ignorare le voci che venerdì circolavano in via Rizzoli e che raccontavano che Santanché avesse già firmato o che comunque potesse essere stato raggiunto un accordo di fondo con l’azienda, tornando alla puntata di In onda di ieri, la proprietaria della concessionaria di pubblicità Visibilia si è detta scettica sul successo dell’operazione.

Santanché ha detto qualcosa del tipo: “Potrei anche avere il piano industriale migliore del mondo, ma vedrete che alla fine succederà qualcosa che farà saltare l’operazione”.

In effetti, va detto che tutte le volte che qualcuno ha tentato di mettere le mani sui periodici di Rcs si è a dir poco bruciato. Basti pensare al tandem Farina-Luigi Bisignani, che si dice che avesse già firmato davanti al notaio, ma anche al Gruppo Mastagni o, ultima in ordine di tempo, alla Prs di Alfredo Bernardini de Pace. Che ci sia una maledizione sui periodici del gruppo editoriale? Si vedrà se Santanché, in cordata con l’ex compagno Canio Mazzaro e con un misterioso fondo estero, riuscirà nella (finora) impossibile impresa di rilevare le dieci testate da Rcs.
Nel frattempo c’è da scommettere che ieri sera, appena ha sentito parlare di “piano industriale migliore del mondo” per delle testate, il povero Telese le testate abbia provato il desiderio di tirarle contro il muro. E’ ancora aperta la ferita di “Pubblico”, il suo quotidiano durato da Natale a Santo Stefano probabilmente anche perché il piano industriale faceva acqua da tutte le parti.

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