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Protesta Rcs periodici

I giornalisti di Rcs periodici protestano con la faccia e alla faccia di Jovane

Qui sotto mi limiterò a fornirvi qualche pillola – se di saggezza o meno sarete voi a stabilirlo – dall’assemblea dei soci di Rcs che si è tenuta ieri 30 maggio 2013 a Milano e di cui qui potete trovare l’articolo che ho scritto per Formiche.net. Una premessa che aiuta a meglio contestualizzare le perle di cui sotto: l’assemblea del gruppo editoriale è durata oltre nove ore per tre principali motivi. Innanzi tutto, perché i punti all’ordine del giorno erano parecchi. In secondo luogo, perché l’azionista battagliero Diego Della Valle, che tuttavia ieri in tv a “Servizio Pubblico” da Michele Santoro sembra avere in parte deposto le armi, ha affidato all’avvocato Sergio Erede una lunga invettiva, che ha indotto il management del gruppo a chiudersi in uno stanzino per oltre un’ora, sospendendo i lavori dell’assise prima di riemergere dalla tenebra con la risposta (più o menpo plausibile) in tasca. Infine, l’assise è andata per le lunghe a causa degli interventi, a ripetizione continua, di tre piccoli soci che contuinavano imperterriti ad avanzare le stesse obiezioni in relazione a ogni punto all’ordine del giorno.

Piccolo socio Francesco Rimbotti, aprendo la parte dedicata agli interventi dei soci: “In Rcs mancano i soldi, grosso modo”
(Anche a casa mia mancano i soldi, ma non soltanto “grosso modo”)

Piccolo socio Giovanni Antolini, che come da lui stesso dichiarato ha in portafoglio 25mila azioni del gruppo editoriale che pubblica il Corriere della Sera: “Approfittiamo dell’assemblea per lavare i panni sporchi in casa”
(Del resto Rcs è una grande famiglia… di parenti serpenti)

Nel mirino dei piccoli soci anche l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane, che nel 2012, per soli sei mesi di lavoro, ha portato a casa oltre a un milione di euro tra stipendio vero e proprio e bonus (in un gruppo che sta realizzando forti perdite e che per non portare i libri in Tribunale deve per forza varare un aumento di capitale da almeno 400 milioni, che è poi quello che hanno deciso di fare i soci ieri in assemblea). Va rilevato tuttavia come il nome di Jovane in assemblea sia sistematicamente deformato dai piccoli soci, nel mazziniano Jovine o nel più semplice Giovane.

Antolini superstar: “L’ad Giovane snocciola cifre ma non ci dice quelle che piglia lui”
E la successiva replica di Jovane: “Il mio stipendio in Rcs è in linea con quello di altri amministratori delegati di società quotate ed è comunque inferiore a quello (monstre, ndr) del mio predecessore”, cioè Antonello Perricone
(Ricordiamo a Jovane che non è detto che le altre aziende quotate con cui si confronta abbiano tutte conti in rosso e un aumento di capitale da realizzare. E ricordiamogli anche che se la gente si butta dalla finestra, non è detto che lo debba fare pure lui)

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