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I Gormiti

I Gormiti

Rebus aumento di capitale per Giochi Preziosi, la società di giocattoli che il presidente del Genoa ha fondato alla fine degli anni Settanta a Cogliate (Como). Sul Secolo XIX di oggi trovate la storia della complessa vicenda (qui un riassunto), ma volendo sintetizzare le cose stanno così: c’era una volta una società che, un po’ perché i bimbi impazzivano per i Gormiti e un po’ perché i tempi erano di vacche grasse per tutti, andava piuttosto bene e meditava lo sbarco in Borsa, con una valutazione che addirittura si sarebbe potuta aggirare sugli 1,5 miliardi di euro.
Poi, ecco che a un certo punto i Gormiti forse piacciono un po’ meno, la crisi si fa sentire, e i conti di Giochi Preziosi cominciano a imboccare una strada al ribasso. Il margine operativo lordo (ebitda) alla fine dell’esercizio chiuso il 30 giugno 2012 era quasi dimezzato a 66 milioni e ultimamente si dice che il dato abbia subito una ulteriore contrazione.
Così, la società di giocattoli presieduta da Enrico Preziosi, sulla carta anche primo azionista attraverso la holding Fingiochi, è ora alle prese sia con un complesso riscadenziamento del debito, che ha ormai raggiunto la soglia dei 400 milioni, con gli istituti di credito, sia con un aumento di capitale. Ora, le banche vorrebbero che la ricapitalizzazione si attestasse a 50 milioni, ma Preziosi e l’altro socio forte, Clessidra (tramite il veicolo Lauro 22, partecipato anche da Unicredit), preferirebbero abbassare l’asticella a 30 milioni. E sembra, in effetti, che, in questa fase in cui comunque le trattative sono ancora in corso, l’aumento di capitale dell’azienda di Cogliate si aggirerà sui 30 milioni, per la gioia del patron del Genoa e del fondo di private equity di Claudio Sposito, che dovrebbero partecipare all’operazione per la quota di propria competenza.

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