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John e Lapo Elkann (ho scelto questa foto perché sono juventina, lo ammetto)

John e Lapo Elkann (ho scelto questa foto perché sono juventina, lo ammetto)

“Mio fratello ha avuto un’idea, ha avuto coraggio. Se uno vuole giocare, il mondo è lì. Altrimenti per non fare le cose si possono trovare tante giustificazioni”.

Una frase, volendo, anche bella, che sprizza ottimismo da tutti i pori, che fa venire voglia di tirarsi su le maniche e fare qualcosa, mettersi al lavoro, puntare magari su questa nuova mania del crowdfunding (di fatto delle collette online) e avviare una start-up.
Se non fosse che questa frase l’ha detta John Elkann, in un evento che si è tenuto all’università Bocconi il 27 giugno sul capitalismo familiare, riferendosi al fratello Lapo. Il quale proprio oggi, 28 giugno, porta in Borsa, sull’Aim, la sua creatura, il gruppo dell’occhialeria Italia independent.
Del resto, lo stesso John Elkann, nel suo discorso in inglese in Bocconi, aveva spiegato che i gruppi partecipati da grandi famiglie (come nel caso di Fiat con gli Agnelli-Elkann) tendono a indebitarsi poco ma ad attingere ai mercati finanziari per reperire il capitale. Detto, fatto. Il fratello Lapo non se lo è fatto dire due volte e ha quotato la sua società con una bella Ipo (initial public offering), una di quelle operazioni che di questi tempi scarseggiano come i funghi quando non piove per mesi. E va bene, eh, soltanto il tempo ci dirà se si tratta di una Ipo di successo o no.
Quello che però non si può accettare è che John Elkann ci venga a dire che Lapo ha avuto coraggio, che si è buttato, che ha rischiato. Davvero ‘sta cosa non si può sentire. Se il fratello più giovane del presidente della Fiat, qualsiasi cosa faccia, non ha le spalle coperte (e più volte ne abbiano avuto la netta sensazione), allora l’Italia ieri sera non ha perso ai rigori contro la Spagna.

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