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Quasi un anno fa, a settembre, quando il nuovo amministratore delegato Mario Greco era arrivato da appena un mese al quartier generale triestino e aveva immediatamente deciso di stravolgere l’organigramma, l’evidente demansionamento di Raffaele Agrusti dalle Generali tentarono di vendercelo come una promozione.
Insomma, un manager, appunto Agrusti, che dal ruolo di direttore finanziario (pare faccia più figo dire cfo nell’asfittico mondo della finanza italica che fa il verso a quella anglosassone) passa a quello di “country manager per l’Italia” viene evidentemente promosso, come no? Un ruolo, stranamente definito in inglese a dispetto dell’italianità del contenuto, che era stato inventato proprio allora e del quale pertanto era difficile stabilire l’importanza.
Da settembre sono passati mesi. E quasi soltanto adesso si è tornati a parlare di Agrusti. Per dire cosa? Ma naturalmente che sta per lasciare le Generali! Tra l’altro le indiscrezioni dell’imminente uscita (comunque non ancora ufficializzata) hanno un tempismo curioso: sono uscite appena qualche giorno prima di un articolo molto “forte” che getta ben più di qualche ombra su alcuni rapporti – finiti sembra anche nel radar di Consob – tra le Generali e la società Onda Communication, riconducibile al fratello di Agrusti, Michelangelo.
Un’Onda che, è evidente, sta per travolgere il manager del colosso triestino, dopo trent’anni di onorato (?) lavoro alle Generali.

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