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Ricevo e pubblico il commento ricevuto da Giuseppe D’Anna poco dopo che ho pubblicato il post dal titolo “Generali, ecco l’Onda che travolge il manager storico Agrusti”:

“Se imparaste a leggere gli articoli capireste che c’è puzza di bruciato. Riporto testualmente parte dell’articolo “L’1 agosto 2012, con l’arrivo di Mario Greco alla guida del gruppo assicurativo triestino e il conseguente ridimensionamento di Raffaele Agrusti niente più acquisti senza gara di lotti di Pc Onda, come quelli avvenuti nel 2007 e 2008 e successivamente segnalati dall’audit di Generali.” Ma come? Gli ultimi acquisti risalgono al 2008, quindi ben 4 anni prima dell’insediamento di Greco? Verosimilmente Raffaele Agrusti non ricopriva neppure il ruolo che riveste oggi. E questo secondo voi sarebbe il motivo che determinerebbe la fuoriuscita di Agrusti. SVEGLIATEVI! Se approfondiste l’argomento scoprireste anche che si trattava di una fornitura limitata per numero esiguo di computer (rispetto alla struttura di Generali), personalizzati ad hoc, altamente performanti e a prezzi di mercato. La macchina del fango è facile da attivare quando si vuole combattere un nemico in modo sporco. Tutto questo è naturalmente facilitato da siti come il vostro che non sono neppure in grado di cogliere l’evidentissima anomalia contenuta nello stesso articolo. Ribadisco: SVEGLIATEVI”.

Risposta:

Gentile Giuseppe D’Anna, che a meno di omonimie è l’ex amministratore delegato di Onda Communication, innanzi tutto la invito a moderare i toni.
Seconda questione: io, nel mio blog, ho commentato un articolo del Sole 24 ore. Che affronta una questione di grande attualità, anche perché è un fatto che da tre giorni circoli, mai smentita, la voce dell’uscita di Raffaele Agrusti dal gruppo Generali.
In ogni caso, se ritiene che l’articolo del Sole riporti errori, imprecisioni o che sia pretestuoso può scrivere al quotidiano e rettificare o comunque precisare e spiegare. Tra l’altro, nell’articolo, si riferisce che, interpellato, Michelangelo Agrusti non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Terza questione: lei parla di “macchina del fango” e di combattere nemici “in modo sporco”, ma senza meglio spiegare a cosa si riferiscono tali allusioni.
E non mi è nemmeno chiara la sua argomentazione: siccome le operazioni di cui si parla risalgono al 2007-2008 e non al 2012, anno dell’insediamento di Greco alle Generali, le ritiene non rilevanti e pensa che solo per questo il nuovo amministratore delegato avrebbe dovuto non tenerne conto?
Qui non si tratta, come dice lei, di “puzza di bruciato”, ma queste vicende, peraltro non nuove, riguardano uno dei manager più potenti del gruppo finanziario più importante d’Italia e ben venga che se ne parli, con nessuno scopo giustizialista, ma con il solo obiettivo di fare chiarezza nell’interesse dell’azionariato delle Generali, del mercato e degli stessi manager del gruppo.
In ogni caso questo blog, ancorché nemmeno paragonabile al Sole 24 ore, resta a sua disposizione per qualsiasi suo eventuale chiarimento.

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