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Claudio Burlando

Claudio Burlando

Se qualcuno aveva pensato, forse sperato, che avessi smesso di parlare di Carige, beh, quella persona ha preso un bel granchio. Qui potete trovare una cosa che ho scritto per Fatti & Conti – Affaritaliani.it. La storia, come ogni telenovela finanziaria che si rispetti, riserva ogni giorno o quasi qualche bel colpo di scena. Oggi, ad esempio, sono rimasta esterrefatta per le dichiarazioni rilasciate ieri a Telenord dal presidente della Regione Liguria del Pd, Claudio Burlando (oggi riportate dalla mia amica Fausta Chiesa sul Corriere della Sera).
Prima di vedere, anzi, di leggere quel che dice Burlando, va ricordato che Carige, con l’assemblea degli azionisti di fine settembre, è chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione, ormai decaduto, e, con ogni probabilità, a nominare il nuovo presidente in sostituzione di quello attuale, Giovanni Berneschi, che si dice sia molto vicino al presidente della Liguria. Il cambio di testimone ai vertici è legato alla rottura che si è di recente consumata tra Berneschi e la Fondazione Carige, prima azionista della banca al 47 per cento.
Ecco quel che ha detto Burlando di Carige, rompendo un silenzio sulla vicenda durato a lungo (e che secondo me avrebbe fatto meglio a mantenere):

È la settima banca d’Italia, le persone vanno scelte con attenzione. Meriterebbe una guida in grado di dare il senso di banca nazionale. La scelta di nominare un nuovo consiglio che si farà in così pochi giorni riguarderà solo le persone o è anche un progetto?

E qui c’è un primo punto che mi sfugge: che significa una “guida in grado di dare il senso di banca nazionale”? Non si era sempre detto che Carige è un istituto legato al territorio, che è importante che resti tale eccetera eccetera? Pare quasi che la banca possa trasformarsi, all’occorrenza, in istituto di respiro nazionale oppure legato al territorio. Tra l’altro, questa cosa della “banca nazionale” detta dal presidente della Liguria la trovo particolarmente curiosa. Voglio dire: l’avrei capita detta, che ne so, dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, ma non da Burlando!
Ma c’è di più. Ecco che cosa aggiunge il presidente della Liguria, schierandosi così in maniera abbastanza spudorata dalla parte di Berneschi:

Le scelte le fa il consiglio della Fondazione Carige che è in scadenza. E non si capisce con quali procedure saranno selezionati i nuovi dirigenti della banca, che di solito si scelgono affidandosi a uno studio, attraverso cacciatori di teste

La sensazione è che Burlando abbia le idee un po’ confuse. Allora, innanzi tutto, Carige deve nominare il consiglio di amministrazione, che a sua volta, come in ogni società del mondo, è espressione degli azionisti. E allora che diavolo c’entrano gli studi e i cacciatori di teste? Gli amministratori sono nominati dagli azionisti, in base ai rapporti di forza all’interno del capitale. E lo stesso accadrà in Carige, come è successo tempo fa anche all’amico di Burlando, Berneschi, eletto appunto da una lista della Fondazione. I cacciatori di teste, tutt’al più, sono chiamati in causa per la ricerca di amministratori delegati (e al momento la banca ligure non ne ha), anche se a ben vedere sono il più delle volte tirati in ballo per prendere tempo o poco più. Con queste dichiarazioni un po’ a vanvera Burlando ha mostrato di averla persa lui stesso la testa, almeno in quel frangente (e forse anche quando, anni fa, andava in autostrada contromano). Adesso sì che tocca chiamare un cacciatore di teste!

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