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Bazar

Bazar

Sottoposte al fuoco incrociato della Banca centrale europea (Bce), che prepara gli stress test, e di un contesto economico fosco che continua a richiedere tassi di interesse bassi e nel contempo fa lievitare i crediti in sofferenza, le banche italiane stanno attraversando una fase di grandi cambiamenti. Il modello tradizionale basato sullo sportello bancario, con l’italiano medio che lo sceglie proprio sotto casa per non fare troppa strada e stancarsi, ormai vacilla e fa acqua da tutte le parti. Così, un po’ per una questione di taglio dei costi in una fase di crisi, un po’ perché la modernità, con la relativa diffusione di internet, impone un cambio di passo (qui trovate un articolo sull’argomento), e un po’ anche perché bisogna fare qualcosa per risollevare i ricavi, la filiale bancaria sta completamente cambiando pelle. Non solo da adesso in poi ce ne saranno sempre di meno, ma quelle che riusciranno a resistere resteranno aperte alle ora fino a ieri più impensabili e al loro interno saranno sempre più diverse. Insomma, allo sportello bancario non si andranno più soltanto a depositare e ritirare i soldi sul conto corrente e a fare tutte quelle attività tipiche del core business del credito, perché la filiale diventerà una specie di bazar dove si potranno comprare elettrodomestici (in Unicredit sta già succedendo), gelati, cioccolatini (pare siano in vendita in Ubi Banca) e chi più ne ha più ne metta. Chissà, magari un giorno, venderanno pure sale e tabacchi. E il classico marito stanco e in cerca di nuovi stimoli, prima di congedarsi per sempre da lei, dirà alla moglie: “Cara, scendo un attimo in banca, torno subito”.

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