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Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia

Come politico lascio giudicare a voi, ma come uomo di finanza il sindaco di Milano del Pd, Giuliano Pisapia, non sono certa che arrivi a prendere la sufficienza. Forse si potrebbe azzardare un “6 – -” per incoraggiamento, ma nutro seri dubbi in proposito. Allora, cominciamo col dire che oggi, sabato 26 ottobre, in una conferenza stampa congiunta, Pisapia e il sindaco di Brescia del Pd, Emilio Del Bono, soci al 55,1% di A2a, hanno annunciato per la multiutility milanese sia l’addio alla governance duale (a dimostrazione del fatto che in Italia è stata un flop ed è servita solo a moltiplicare le poltrone negli anni d’oro delle grandi fusioni), sia – soprattutto – la cessione, attraverso un accelerated bookbuilding, di una quota del 5 per cento. In questo modo, i due comuni lombardi, scenderanno al 50,1% di A2a.
Ecco, con l’annuncio del collocamento delle azioni, il sindaco meneghino commette almeno due errori. Il primo è che soltanto due giorni fa (qui potete trovare l’agenzia) aveva dichiarato che circa la vendita di titoli non era stata presa ancora alcuna decisione. Dichiarazioni che oggi suonano come inesorabilmente fuori luogo se non addirittura fittizie, visto che non sembra credibile che la decisione sia stata presa in fretta e furia in due giorni. Ora, è verissimo che spesso in finanza, e non solo naturalmente, si smentiscono fatti e operazioni reali (Roberto Colaninno, ad esempio, ancora a luglio, minimizzava sulle difficoltà di Alitalia), ma raramente succede che lo si faccia due giorni prima che arrivi la notizia. Non so, Pisapia, il 24 ottobre, avrebbe fatto meglio a starsene zitto e a fuggire a gambe levate dai giornalisti che lo stavano braccando avidi di news. Meglio ha fatto il suo omologo bresciano Del Bono, che il 21 ottobre ha definito “inevitabile” (qui l’agenzia) la cessione di quote di A2a, preparando così il terreno all’annuncio del collocamento.
Ma Pisapia ha commesso anche un altro clamoroso errore, questa volta però in tandem con Del Bono. I collocamenti azionari non si annunciano prima, e tanto meno in questo modo, per evitare che il titolo in Borsa sprofondi. Si fanno e basta. I due sindaci potrebbero prendere esempio dalla famiglia Benetton, che nei giorni scorsi in quattro e quattr’otto ha intascato 338 milioni di euro collocando azioni di Autogrill e World Duty Free. E annunciando l’operazione rigorosamente a cose fatte.

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