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Massimo Sarmi

Massimo Sarmi

Sono stati scritti fiumi di parole sull’operazione “di sistema” con cui le Poste Italiane guidate da Massimo Sarmi sono appena entrate nel capitale della moribonda Alitalia investendo 75 milioni nell’ultimo aumento di capitale.
Una mossa che certamente ha consentito al saggio Sarmi di mettersi in buona luce dinanzi al governo di Enrico Letta in vista della nuova tornata di nomine pubbliche che sta per prendere il via. E nell’ambito della quale il manager delle Poste, che le guida ormai dal 2002, vorrà senz’altro ritagliarsi un posto al sole (le ultime indiscrezioni lo danno come possibile sostituto di Antonio Mastrapasqua alla presidenza dell’Inps).
Ma, oltre ad Alitalia, c’è almeno un’altra avventura benedetta da un governo in carica in cui l’attuale timoniere delle Poste si è imbarcato con l’entusiasmo di un marinaio che sale su una nave alla volta del nuovo mondo. Un’avventura che, tuttavia, essendosi rivelata un flop o qualcosa di molto simile, gli è costata, almeno fino a ora, decisamente più che Alitalia.
Si tratta della Banca del Mezzogiorno – Mediocredito centrale, che, dopo una lunga gestazione, nasce nella seconda metà del 2011 per volere dell’allora ministro dell’Economia del governo Berlusconi Giulio Tremonti. Nelle intenzioni di Tremonti, che di lì a poco avrebbe abbandonato via XX Settembre così come tutto l’esecutivo berlusconiano per lasciare spazio al governo tecnico di Mario Monti, la banca si sarebbe dovuta trasformare in un istituto per il finanziamento all’economia dell’Italia del Sud con una presenza tentacolare sul territorio.
Un progetto rimasto per lo più lettera morta, tant’è che, qualche giorno fa, il 6 febbraio, la Banca del Mezzogiorno – Mediocredito centrale si è trovata costretta ad annunciare un aumento di capitale da 232 milioni che è già stato interamente sottoscritto e versato dal socio unico Poste Italiane. Che peraltro, già nel 2011, aveva sborsato 136 milioni di euro per rilevare il Mediocredito centrale da Unicredit. Insomma, la Banca del Mezzogiorno alle Poste di Sarmi è già costata almeno 368 milioni. Una cifra che fa sembrare nulla o poco di più i 75 milioni buttati quasi a fondo perso in Alitalia.

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