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Jaki elkann con la moglie Lavinia Borromeo

Jaki Elkann con la moglie Lavinia Borromeo

Non so se vi siete accorti, ma dopo che se sono dette di tutti i colori, Diego Della Valle e John Elkann, i due soci a dir poco litigiosi di Rcs, sono tranquilli da un po’. Se si tratti della calma dopo la tempesta o, al contrario, della tranquillità che prelude a un nuovo giro di attacchi incrociati, non è dato sapere. Solo il tempo ce lo dirà.
Nel frattempo, però, vale la pena di fare qualche conto in tasca alla Fiat della famiglia Elkann-Agnelli, che è il “veicolo”, naturalmente quotato in Borsa, con cui il rampollo Jaki (c’è chi scrive anche Yaki) ha scelto di investire nel gruppo editoriale che tra le altre cose pubblica il “Corriere della Sera”.
Ecco, a giudicare da quanto la partecipazione di poco più del 20% nella Rcs ha reso alla Fiat, si capisce perché Elkann si è guardato bene dall’investire nel gruppo editoriale con le società di famiglia ma ha preferito utlizzare la Fiat!
La quota in questione, ho scoperto dal bilancio del gruppo automobilistico (qui trovate l’articolo per Dagospia con tutti i dettagli), ha comportato una svalutazione di 74 milioni di euro, con il valore della quota che è drasticamente sceso da 191 a 117 milioni di euro. E’ un po’ come dire che gran parte dei 94 milioni sborsati dalla società guidata dall’amministratore delegato Sergio Marchionne l’estate scorsa per raddoppiare la quota in Rcs dal 10,5 al 20,55% sia già andata in fumo. Puff, volatilizzata. Ma tanto paga “mamma” Fiat. Mica le holding delle famiglie Elkann-Agnelli.

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