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Mauro Moretti all’improbabile guida di un treno

Puntuale, in questo caso come il pranzo della domenica, è arrivata la replica, non richiesta ma, per carità, molto sensata, dell’imprenditore numero uno della Tod’s, Diego Della Valle, all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti.
Quest’ultimo, venerdì, si era lasciato andare a una di quelle dichiarazioni, piuttosto in voga di questi tempi grami e insopportabili già in fasi “normali” e a maggior ragione in momenti di crisi economica, come quello che l’Italia sta ormai da anni attraversando. Moretti aveva dichiarato di guadagnare 850 mila euro l’anno, tre volte e mezzo il suo omologo tedesco. E aveva messo in guardia che, nel caso in cui il governo di Matteo Renzi avesse deciso di tagliare gli stipendi dei manager pubblici, sarebbe potuto andare via dall’Italia.
Date le condizioni dei treni pubblici in Italia (vi invito ad esempio a pagare profumatamente per la tratta Milano-Ventimiglia, poi mi dite), penso che se Moretti davvero andasse a riparare all’estero ce lo rispedirebbero subito indietro tipo pacco usando un’altra azienda statale, le Poste di Massimo Sarmi. Sta di fatto che le parole del manager hanno giustamente scatenato l’indignazione collettiva. E’ scattata, ad esempio, la corsa a pagargli il viaggio, possibilmente, ma difficilmente, di sola andata.
E al coro di indignati, pochi minuti fa, si è aggiunto mister Tod’s Della Valle, che in un comunicato ha scritto questo:

“Se Moretti avesse il coraggio e la dignità di andarsene, troverebbe milioni di Italiani pronti ad accompagnarlo a casa: sono tutti i viaggiatori costretti a viaggiare con tanti disagi sui treni delle ferrovie Italiane, costretti a subire ritardi ingiustificati, a viaggiare su treni vecchi, ad usare stazioni decrepite e poco sicure, senza nessun rispetto per la loro dignità. Spetta a loro, infatti, il diritto di giudicare come le Ferrovie dello Stato sono gestite.

È ora di alzare il velo sulle Ferrovie dello Stato e su Moretti, per capire perché la politica è succube di questo signore.

Bisogna fare chiarezza su tutti i rapporti che intercorrono fra le Ferrovie, Moretti e i politici che,tranne qualche rara eccezione, sono completamente appiattiti su di lui, permettendogli di fare tutto quello che vuole.

Se vogliamo davvero cambiare l’Italia e riportare al centro dell’attenzione gli interessi ed i bisogni dei cittadini e non quelli delle vecchie corporazioni, gente come Moretti deve essere mandata a casa subito e con determinazione.

Con chiarezza ed onestà, va fatto sapere ai cittadini quanto costa loro mantenere una società come le Ferrovie dello Stato e se è giusto pagare a Moretti lo stipendio che percepisce, a fronte dei servizi che fornisce a chi viaggia.

Diego Della Valle”

Ecco, Della Valle ha probabilmente ragione in pieno, ma scorda di dire una cosa fondamentale: che con la società Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori), simboleggiata dal treno ad alta velocità Italo che mister Tod’s possiede con Luca Cordero di Montezemolo e Gianni Punzo (insieme assemblano in maniera paritetica la quota di maggioranza del 35%), è concorrente diretto delle Ferrovie dello Stato. Insomma, Della Valle ha un leggerissimo conflitto di interessi. Se lo avesse dichiarato sarebbe, forse, stato meglio, ma, si sa, è una cosa che non va di moda.

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