Tags

, , , , , , , , , , , , ,

Giovanni Berneschi in una foto che ho preso dagli amici del Secolo XIX

Giovanni Berneschi in una foto che ho preso dagli amici del Secolo XIX

Considerato il polverone che si è sollevato nell’ultimo anno (abbondante) intorno alla Carige, più di una persona l’arresto di ieri dell’ex presidente Giovanni Berneschi lo aspettava. In ogni caso, un conto è attendere una cosa o comunque prevederla, e tutt’altra storia è vedere le foto e il video (qui) del banchiere settantasettenne che, in abito blu, viene prelevato dalla Guardia di finanza e portato via da quell’ufficetto che – non si è mai capito perché – lo stesso istituto di credito gli aveva fornito alla fine di settembre dopo la sua tumultuosa uscita, a due passi dalla sede centrale.

E’ proprio da questo ufficetto che Carige gli ha messo a disposizione quasi come premio di consolazione, che la Procura di Genova lo accusa di avere continuato a tramare, collocandosi a capo di un “comitato di affari” che avrebbe distratto quasi 22 milioni da una delle due controllate assicurative dell’istituto di credito genovese.

Presunto denaro sottratto a parte, amici che conoscono bene la banca e che negli ultimi anni l’hanno seguita molto da vicino, mi raccontano che tanto Carige Assicurazioni quanto Carige Vita Nuova, nell’era Berneschi, fungevano un po’ come una stanza di compensazione degli affari dell’ex presidente. Certo, il fatto che nelle due controllate assicurative lavorino molti “amici, figli e parenti di” potrebbe rappresentare una pura e semplice casualità ma potrebbe anche fornire un indizio di questa tendenza a usare le due società con fini, per così dire, non esclusivamente economici e improntati all’efficienza e alle regole di mercato.

Non a caso, da anni, le due controllate, e soprattutto Carige Assicurazioni, vanno malissimo. Proprio in Carige Assicurazioni, l’autorità assicurativa Ivass ha appena imposto l’ennesima ricapitalizzazione da 92 milioni, dopo che già l’anno scorso la capogruppo aveva dovuto iniettare nelle casse la bellezza di 216 milioni (ed è meglio tralasciare i lauti assegni staccati negli anni precedenti). Una specie di buco nero, che adesso però sta rischiando di risucchiare lo stesso Berneschi.

Advertisements