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ferie_agosto

La finanza dell’Italietta non delude né si ferma mai. Così, per quanto i salotti finanziari siano ormai diventati dei mini tinelli e molte società italiane siano finite in mani estere, anche quest’anno qualcosa di grosso si muove sotto il sole di Ferragosto e dintorni.
Ma a chi tocca questa volta saltare le vacanze, sacrificandole sull’altare degli affari? Naturalmente al management di Telecom Italia, e in particolare al suo amministratore delegato Marco Patuano; che credo, tra l’altro, non si sia potuto godere appieno le ferie nemmeno l’anno scorso, visto che già a settembre era stato annunciato il rafforzamento nel capitale degli spagnoli di Telefonica a scapito dei soci italiani.
Forse, però, più che Telecom, la grande protagonista del’estate del 2013 era stata la “piccola” (non più di tanto, poi, ma insomma, diciamo che lo è se paragonata a Unicredit, Intesa Sanpaolo o anche a Monte dei Paschi) Banca Carige (basta che andiate indietro con le lancette di questo blog a un annetto fa e troverete diversi post).
Ma se per il 2013 è testa a testa con l’istituto genovese ora guidato da Piero Montani e allora ancora capitanato da Giovanni Berneschi (che ora vede il sole a scacchi), nel 2014 ci sono pochi dubbi: l’instancabile della regina della finanza agostana è Telecom Italia.
Che, a nemmeno un anno di distanza dall’accordo per l’ingresso di Telefonica nel capitale, è al lavoro senza sosta per consentire ai francesi di Vivendi di scalzare gli spagnoli diventando primi azionisti indiscussi.
Tutto nasce dalle tensioni che sono andate via via cumulandosi durante i freddi mesi invernali tra il gruppo del paese iberico guidato da Cesar Alierta, da una parte, e l’ad Patuano e i soci italiani di Telecom, dall’altra. Incomprensioni che hanno condotto a una situazione a dir poco paradossale: in territorio brasiliano, Telecom Italia sfida gli attuali primi azionisti (quasi al 15%) di Telefonica per unirsi a nozze con la controllata di Vivendi, Gvt. Se in questa battaglia contro Alierta Patuano riuscirà ad avere la meglio, allora il gruppo francese dovrebbe diventare primo azionista di Telecom (con una partecipazione che secondo le ultime indiscrezioni di ieri dovrebbe attestarsi al 20 per cento).
Chi vincerà tra spagnoli e italiani lo scopriremo molto presto, visto che l’offerta già formulata da Telefonica per Gvt (che anche in questo caso prevede il trasferimento di una quota diretta di Telecom in capo a Vivendi) scade il 3 settembre.
Quel che è evidente, insomma, è che il mondo degli affari all’italiana non si ferma nemmeno sotto il sole (in realtà non particolarmente caldo) dell’estate del 2014. Il problema però è che al termine di questa frenesia da business avremo una sola certezza in più: Telecom sarà tutto fuorché Italia.

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