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Diego Della Valle in versione tifoso

Diego Della Valle in versione tifoso

A scorrere rapidamente il bilancio della Diego Della Valle & C. srl, la finanziaria italiana del patron della Tod’s che alla fine del 2013 ha fuso al proprio interno la lussemburghese Dorint, sembra che la partecipazione di controllo del 97% dell’Acf Fiorentina abbia fatto solo un gran bene ai conti del gruppo del 2013. La società sportiva, l’anno scorso, ha realizzato utili per 1,45 milioni e ha comportato per la holding prima socia una rivalutazione da 1,62 milioni.
Facciamo partire tutti quanti una ola per festeggiare questi numeri? La risposta è no. E non soltanto perché io sia juventina. Innanzi tutto, il bilancio della Diego Della Valle & C. riferisce del pegno su alcune azioni Tod’s, Enel e Piaggio, per un totale di 52,37 milioni di euro, “concesse in garanzia a favore di Intesa Sanpaolo spa, che a sua volta ha provveduto al rilascio di garanzie fideiussorie per la società controllata Acf Fiorentina nei confronti della Figc”.
Sì, si tratta proprio dell’istituto presieduto da Giovanni Bazoli, banchiere con cui mister Tod’s negli ultimi tempi non ha certo intrattenuto rapporti idilliaci. Va poi aggiunta una fideiussione da 25 milioni “prestata a favore di Intesa, che a sua volta ha provveduto al rilascio di garanzia fideiussoria” sempre per il club viola.
Non solo: già nel 2014, la Diego Della Valle & C. ha dovuto aprire il portafogli e versare nelle casse del club viola 4,85 milioni. E’ chiaro, dunque, come del resto avviene un po’ per tutte le società del settore, che il matrimonio tra finanza e calcio non sia dei più semplici e felici nemmeno quando si tratta della Fiorentina e quando c’è di mezzo la famiglia Della Valle.
La stessa holding, del resto, ha chiesto soldi alle banche: nel 2014, la Diego Della Valle & C. e la Di.vi. (di cui qui trovate i conti) hanno stipulato un contratto di finanziamento con la svizzera Credit Suisse per un totale di 240 milioni (120 a testa). Il prestito, come anticipato nei giorni scorsi dal Secolo XIX, va ad aggiungersi a quello da 200 milioni ottenuto nel giugno del 2013 dalla Di.vi. da Bank of America e a quello da 400 milioni appena accordato alla Tod’s da due non meglio identificati “primari istituti di credito”.

(Il resto della storia lo potete leggere nell’articolo pubblicato il 20 agosto 2014 sul Secolo XIX)

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