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Marco Patuano

Marco Patuano

Come vi dicevo qui, nel 2014, la grande storia finanziaria entrata nel vivo sotto il sole di agosto si chiama Telecom Italia. Una storia che, in particolare, racconta il disperato tentativo dell’amministratore delegato Marco Patuano e dei vertici della società di impedire di farsi fregare dai soci-avversari di Telefonica. Al centro della contesa c’è Gvt, la controllata brasiliana dei francesi di Vivendi su cui vogliono mettere le mani tanto gli spagnoli quanto gli italiani (controllati dagli stessi spagnoli).
Chi tra i duellanti avrà la meglio si vedrà, ma intanto vale la pena notare che il maxi conflitto di interessi degli azionisti di Telefonica, in questa storia, è solo la punta dell’iceberg.
La posizione più eclatante è quella di Bnp Paribas, che figura tra i consulenti che affiancano Telecom Italia per mettere a punto l’offerta su Gvt e fare entrare Vivendi nell’azionariato della società guidata da Patuano.
Bene, dovete sapere che, come si apprende dal sito web della Consob, Bnp Paribas sa, dal 22 luglio, ha aumentato allo 0,72 per cento del capitale la propria posizione “corta” (short), ossia ribassista, sul gruppo di telefonia con base in Italia. In altri termini, la banca francese guadagna se le quotazioni di Borsa di Telecom scendono. Al contrario, per evitare che l’operazione con Vivendi diventi troppo onerosa, è interesse della società guidata da Patuano che i prezzi delle proprie azioni salgano. Insomma, la sala trading di Bnp sembra lavorare in direzione totalmente opposta rispetto ai consulenti della banca francese. Un potenziale conflitto grosso come una casa, ma meno male che ci sono i “muri cinesi” (chiamati almeno in teoria a separare le diverse divisioni all’interno di una banca).

(Sul Fatto Quotidiano del 22 agosto, oppure qui, potete leggere tutti i potenziali conflitti di interessi dell’operazione Telecom-Vivendi)

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