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Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

Tra cinguettii di produzione propria e altrui, l’attività su Twitter del vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, è talmente intensa, che la probabilità di avere guai diventa elevata. Gli è appena successo con Nuovo trasporto viaggiatori (Ntv), la società dei treni ad alta velocità Italo di Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo e Gianni Punzo. La vicenda risale a tre giorni fa, quando Gasparri, su Twitter, risponde alla pubblicità di un’offerta di Italo: “Siete quasi falliti, rischioso comprare biglietti venduti da Della Valle & Montezemolo”. E dopo un po’ torna alla carica: “Ma che promozioni, presto chiuderete”.
Il riferimento di Gasparri è alla difficile situazione in cui versa Ntv (trovate tutto qui), anticipata dal Fatto Quotidiano del 27 agosto e caratterizzata da una ristrutturazione del debito diabolico da 666 milioni con le banche e altri finanziatori (la sola Intesa Sanpaolo, socia al 20 per cento, è esposta per 586 milioni, seguita da Mps, Bnl e Banco Popolare) a cui dovrà probabilmente affiancarsi anche una nuova iniezione di risorse da parte degli azionisti, dopo quella di 85 milioni completata tra il 2013 e il 2014, visto che nel primo trimestre di quest’anno le perdite hanno superato un terzo del capitale. Stando alle ultime indiscrezioni, poi, nelle prossime settimane, Ntv potrebbe annunciare l’avvio delle procedure per mettere in mobilità 300 dipendenti su un totale di poco superiore ai mille, tra l’altro già in contratto di solidarietà. Si tratterebbe per lo più di giovani, visto che l’età dei lavoratori di Italo è più bassa della media.
Un contesto difficile in cui i cinguettii di Gasparri non fanno che complicare le cose. Ecco perché ieri Ntv ha annunciato di avere “dato mandato ai propri legali di assumere ogni opportuna iniziativa nei confronti del vice presidente del Senato”, per via delle sue “sconcertanti e reiterate dichiarazioni”. “Trovo inaccettabile, gravissimo e anche vergognoso che un vicepresidente del Senato abbia scritto quelle cose – ha dichiarato all’Ansa il presidente di Ntv, Antonello Perricone – e trovo sorprendente che nessuno della politica in merito abbia reagito, anche arrivando a chiedere, per esempio, le sue dimissioni”.
Al di là di Gasparri, la situazione in cui versa la società dei treni Italo, probabilmente anche per l’importanza degli azionisti coinvolti (ci sono anche Alberto Bombassei e le Generali), sta assumendo una certa rilevanza politica. Basti pensare all’attenzione che sta dedicando alla vicenda Repubblica, il quotidiano della famiglia di Carlo De Benedetti, la quale proprio negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con la ristrutturazione del debito da quasi due miliardi della controllata dell’energia Sorgenia (di fatto finita in mano alle banche creditrici).
Nonostante tutto, “Ntv – ha aggiunto Perricone – non molla, è impegnata in una dura operazione di ristrutturazione del modello industriale. Stiamo tagliando i costi, rivisitando i contratti con i fornitori, ridefinendo il perimetro dello sviluppo possibile, i cui risultati naturalmente si vedranno nel medio periodo. Tutti, azionisti, dipendenti, fornitori, stanno facendo la propria parte per salvaguardare la qualità del servizio”. Perricone non dice nulla sulla possibile mobilità per 300 dipendenti, ma il tema dell’occupazione sarà al centro di un incontro tra azienda e sindacati che si terrà il 10 settembre.
“Siamo preoccupati – dice il segretario generale della Fit Cisl Giovanni Luciano – ma prima di trarre conclusioni vogliamo sentire la versione della società, che con noi non ha ancora affrontato il tema. Se confermata la mobilità, sarebbe una pessima notizia per l’azienda e per il Paese”.
Sembra quasi che si riallacci a queste parole Perricone, che ieri concludeva amaro: “Fare impresa in Italia è difficile. Sfidare un gigantesco monopolio, quale è stato quello delle Ferrovie dello Stato, è un’opera da far tremare i polsi. Contavamo però sulla certezza delle regole, ma sembra che non sia proprio di questa Italia, ed è un vero peccato perché è molto difficile così attrarre investimenti privati, italiani ed esteri”.

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