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Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi in una delle rare foto dove appaiono insieme

Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi in una delle rare foto dove appaiono insieme

La Fininvest di Silvio Berlusconi e figli, questa volta, dà un bel calcio alla prudenza e se ne frega: dopo la nuova richiesta di denaro arrivata dalla Cir della famiglia di Carlo De Benedetti non mette da parte a bilancio nemmeno un euro. Zero.
A dicembre, infatti, fresca fresca dell’incasso di quasi 500 milioni di euro dalla famiglia Berlusconi, la holding dei De Benedetti era tornata alla carica con la vicenda del “lodo Mondadori” chiedendo altri 32 milioni come danni “non patrimoniali” oltre a interessi e rivalutazioni, cosa che, visto che i fatti risalgono al 1991, fa quasi triplicare la cifra fino a 90 milioni.
Tuttavia, “Fininvest – spiega il bilancio della capogruppo che si è chiuso in perdita per 383 milioni scontando proprio l’effetto del lodo Mondadori – supportata dai pareri dei propri legali, ritiene l’azione infondata sotto diversi e vari profili, pertanto non ha effettuato alcun accantonamento a riguardo” a bilancio.
Questa volta, insomma, non prevale quell’approccio prudente che emergeva dalla “riserva vincolata a esito contenzioso Cir” già presente nel bilancio del 2012 della Fininvest, per un importo di 409,1 milioni, coincidente con la somma già pagata alla holding della famiglia De Benedetti al netto delle tasse. Dopo la sentenza della Cassazione dell’autunno del 2013, il maxi risarcimento da 500 milioni per il lodo Mondadori si è scaricato sul conto economico, pesando come un macigno sull’ultima riga del bilancio del 2013 della Fininvest.

(Tutto questo più tutto il contenzioso relativo alla ex Edilnord oggi sul Secolo XIX)

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