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Hermes-Birkin-Fashion

Tra una fetta di panettone e un brindisi natalizio, è passata un po’ in sordina la notizia che lunedì 22 dicembre, in corrispondenza dell’inizio della nuova era in Borsa per la società, il consiglio di amministrazione di Seat pagine gialle ha accettato la proposta transattiva da 30 milioni formulata dagli ex amministratori.
Detta, anzi scritta, così, sembra anche una buona cifra: per un gruppo che nei primi nove mesi del 2014 ha realizzato un margine operativo lordo di 64,1 milioni incassarne circa la metà così, pronti via, non pare proprio niente male.
E invece la cifra fa ridere, perché la società delle Pagine gialle aveva chiesto agli ex amministratori, tra cui l’ex amministratore delegato Luca Majocchi e l’attuale presidente del consiglio di gestione di Intesa Gian Maria Gros-Pietro, danni per 2,4 miliardi (del resto, valgono miliardi le operazioni con cui si accusa la gestione passata di avere “spolpato” Seat). Quindi, il gruppo, per evitare forse un lungo e complesso contenzioso, ha deciso di accettare la proposta di 30 milioni (qui l’articolo che ho scritto su Repubblica) in cambio di 2,4 miliardi.
In pratica, 80 volte meno dei danni chiesti. E’ un po’ come se qualcuno, per errore o altro, si appropriasse, mettiamo, di una Birkin di Hermes e poi, per chiudere la questione e non avere guai di alcun tipo, offrisse al negoziante poco più di 90 euro. A proposito, se conoscete un posto dove accettano transazioni di questo tipo, avvisatemi. Grazie

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